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Cattedrale di Santa Maria e Torre Campanaria

Cattedrale di Santa Maria e Torre Campanaria

Questo elemento appartiene alle categorie: Chiese, Monumenti

Orari di apertura:

Orario invernale:
- giorni feriali, 9:00-13:00 / 16:00-20:00;
- giorni festivi, 8:00-13:00 / 16:30-20:00.
=rario estivo:
- giorni feriali, 9:00-14:00 / 16:00-20:00;
- giorni festivi, 8:00-13:00 / 16:30-20:00.


Orari di apertura della Torre Campanaria:
- dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 13:00.

È possibile prenotare la visita alla torre campanaria contattando i seguenti recapiti:
- 366 2562826
- info@beniculturalicagliari.it
Le modalità di visita sono specificate sulla pagina Facebook: https://facebook.com/BeniCulturalidiCagliari

Per motivi di sicurezza, l'accesso alla torre è precluso ai bambini al disotto dei 10 anni.

Prezzi:

Torre Campanaria: 3 euro

Costruita nel XIII sec.in stile romanico-pisano, subì nel corso dei secoli varie trasformazioni in stile gotico, barocco e neoromanico.
Cattedrale di Santa Maria e Torre Campanaria

La Cattedrale di Santa Maria venne costruita in stile romanico nel XIII secolo ad opera dei Pisani. Divenne Cattedrale dopo la conquista e il successivo abbandono della precedente sede dell’Episcopio, Santa Igia, capitale del Giudicato di Cagliari.
 
Le uniche parti originali ancora visibili sono costituite dal campanile, dall'architrave decorato sopra la porta centrale e dai bracci del transetto con i portoni laterali, che risalgono però al secolo XIV. Tutto il resto è frutto dei vari restauri subiti dalla chiesa nel corso del tempo.
L’intervento di restauro avvenuto tra il 1699 e il 1704 ad opera dell’architetto Pietro Fossati, ricostruì interamente la facciata in stile barocco secondo il gusto dell’epoca. Un altro restauro avvenuto nei primi anni del Novecento ha buttato giù la facciata barocca alla ricerca dell' originale facciata romanica, che si credeva fosse ancora presente nello strato sottostante: non avendo trovato la facciata originale pisana, la chiesa rimase per tantissimi anni senza facciata e solo nel 1933 questa è stata completamente rifatta sull’esempio di Santa Maria dei Miracoli di Pisa.
 
Il campanile originale ricorda le torri difensive del quartiere e si slancia sul lato sinistro della facciata, decorato anch’esso da archetti pensili. Realizzato tra il 1254 e il 1274, la struttura in epoca medievale rivestì anche una funzione di avvistamento e di comunicazione con le altre torri del quartiere di Castello. All'interno ospita ben quattro campane, una delle quali è considerata la più grande dell'isola e una delle più antiche. Percorrendo i suoi 137 scalini è possibile ammirare dall'alto vedute mozzafiato del capoluogo.
 
Nel XIV secolo, venne aggiunto il transetto di cui ci restano i due portali laterali, che segnano il passaggio dallo stile romanico a quello gotico: ancora romanico quello settentrionale, già in stile gotico l'altro.
 
La cappella trecentesca a destra dell'altare è in stile gotico aragonese: al suo interno, il 15 agosto, viene esposta una sacra reliquia, ovvero una spina della corona di Gesù, donata da papa Clemente VII. Oggi è adornata da due bellissimi esempi di argenteria cinquecentesca, un altissimo candelabro e un tabernacolo a forma di tempio. È qui sepolto l'arcivescovo Ernesto Maria Piovella.
La cappella a sinistra dell'altare, invece, è pisana ed è dedicata al Sacro Cuore. 
A fianco ad essa è possibile ammirare il Mausoleo di Martino il Giovane, conquistatore aragonese della Sardegna. Il monumento è realizzato con i marmi intarsiati che caratterizzano l'interno della chiesa, di colore rosso, bianco e nero.
L'altare si trova su un presbiterio sopraelevato quadrangolare con cripta sottostante. 
Ai piedi del presbiterio è possibile notare quattro leoni che stringono diverse prede (un orso, un uomo, un drago, un toro): facevano parte inizialmente di quello che è considerato il gioiello della Cattedrale, ovvero il pulpito di Mastro Guglielmo. 
Oggi il pulpito è diviso in due parti e collocato ai lati del portone centrale di accesso: fu realizzato per il duomo di Pisa nel 1160 e donato a Cagliari nel 1312, quando ormai gli Aragonesi erano alle porte. Il dono, vero e proprio capolavoro di arte medievale, voleva rafforzare il legame tra Pisa e il Castello di Cagliari ed esprimere così l’importanza che la città aveva nella strategia commerciale della città toscana
È interamente decorato con scene tratte dal Vangelo, ma i personaggi vestono abiti medievali; le scene rappresentate appaiono molto espressive, grazie alla tecnica scultorea di far sporgere i protagonisti dal fondo e di forare gli occhi dei personaggi. 
Ai lati opposti del presbiterio, due porte permettono di accedere alla cripta, fatta costruire da Monsignor Desquivel a partire dal 1618 per contenere i resti dei martiri ritrovati nelle necropoli di San Lucifero e San Saturno a Cagliari. 

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