Eventi

dal 13 maggio 2022 ore 18:00 al 31 dicembre 2022 ore 20:00

Lazzaretto ieri e oggi

Questo evento è collegato alle sezioni: Mostre

Mostra permanente

Una città sopravvive solo se chi la abita ha conoscienza e coscienza di dove vive, rispetta e condivide le regole e le trasmette, assieme alle sue storie.
 
Il museo è il luogo in cui ogni abitante si sente a casa, si sente accolto e raccontato. 
È l’anima del luogo.
 
Con questa accezione nasce la mostra Lazzaretto ieri e oggi, per rispondere all’esigenza di conservare non solo la storia del monumento, ma anche la memoria del luogo. Ma la memoria non è necessariamente legata alla vecchia e classica idea di museo.
 
Oggi il racconto si arricchisce grazie alla tecnologia: i luoghi della cultura devono acquisire
nuove metodologie di comunicazione. Il visitatore non deve più essere passivo oggetto della visita, ma deve sentire, assaporare, toccare e odorare i contenuti culturali.
In una parola deve essere soggetto della visita.I luoghi della cultura
I luoghi della cultura devono acquisire nuove metodologie di comunicazione. Il visitatore non deve più essere passivo oggetto della visita, ma deve sentire, assaporare, toccare e odorare i contenuti culturali. In una parola deve essere soggetto della visita.
 
La mostra Lazzaretto ieri e oggi combina queste necessità e accompagna il visitatore in un percorso che parte in maniera classica, con la presenza dei pannelli didattici che narrano la storia dell’istituzione stessa di lazzaretto, partendo dal primo, quello di Venezia, per arrivare al Lazzaretto di Cagliari e anche alle origini del quartiere di Sant’Elia.
 
Il contenuto è arricchito e approfondito dalla presenza di installazioni video. Mentre il racconto è reso contemporaneo da un plastico multimediale, realizzato dallo studio di architettura ALO srl dell’ingegnere Marco Verde, con cui il Lazzaretto del 1800 prende vita e racconta i suoi ambienti accompagnando lo sguardo a vedere quello che ora non esiste più, cancellato dal tempo e dall’usura della vita. Le stanze del plastico, al tocco del visitatore, si aprono, fanno apparire il direttore che svolge le sue attività e la voce narrante descrive ciò che accadeva.
L'interazione con lo spazio é resa possibile grazie alla tecnologia, si comunica con il luogo. Atttraverso un’interfaccia tattile e dotata di sensori l’esplorazione é fruibile anche dalle persone con disabilità.
 
La graphic novel Bartolomeo Salazar – L’ultimo medico della peste di Stefano Obino, edita da Camena Edizioni, implementa la comunicazione. La storia, ambientata nel 1816 a Cagliari, quando in città esplose un’epidemia di colera che constrinse all'urgente reperimento di aree esterne dove poter seppellire le centinaia di morti così da evitare la diffusione del morbo. L’epidemia si diffuse principalmente nei quartieri popolari vicino al porto, perché portata da alcuni marinai inglesi sbarcati nell’isola. Bartolomeo Salazar, personaggio inventato, opera in questo contesto, svolgendo per l’ultima volta il suo ruolo di dottore della peste ancora legato a una concezione di medicina ormai superata.
 
Completa la mostra anche il contributo del biologo Massimiliano Deidda, con le sue ricerche sulle erbe e il loro utilizzo nelle cure dei malati.
 
La mostra aggiunge un ulteriore tassello al rapporto tra la Cooperativa Sant’Elia 2003, Capofila del progetto con l’architetto Andrea De Eccher, curatore del restauro del Lazzaretto di Cagliari. Inoltre, rappresenta la prima attività di collaborazione con i Lazzaretti Veneziani.

Cartina della città

Questa pagina ti è stata utile?

Segnalaci se la pagina è stata di tuo gradimento. Esprimi la tua opinione selezionando uno smile. Il voto è anonimo, puoi esprimere una preferenza per ogni pagina nell'arco di 24 ore.