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dal 15 aprile 2023 ore 20:00 al 16 aprile 2023 ore 21:00

Benedetta Judikissa di Cagliari

Questo evento è collegato alle sezioni: Teatro

Teatro da Camera 2023 - Gli Spettacoli al Sito Archeologico di Sant'Eulalia

Riparte il consueto annuale appuntamento di Teatro da Camera, de La Fabbrica Illuminata Ets, con un ricco calendario di appuntamenti, tra parole e musica, dislocati tra due luoghi storici di Cagliari, il sito archeologico di Sant’Eulalia e la Cripta del Santo Sepolcro, e la sede de La Fabbrica Illuminata.

Il penultimo appuntamento dell'intera rassegna (e nel sito archeologico di Sant'Eulalia) è Benedetta Judikissa di Cagliari, di Rossana Copez, con Elena Pau.

Precederà lo spettacolo la presentazione del libro (Ed. Janus) per la rassegna letteraria Dialoghi di carta 2023.
 
Era il secolo tredicesimo. Benedetta, dei marchesi Obertenghi di Massa, era nata nel 1194 a Santa Igia. Sua madre era Adelasia, figlia del marchese Moroello Malaspina. Suo padre era Guglielmo, marchese di Massa e giudice cagliaritano. I primi “signori” continentali, che di fatto e di diritto si impossessarono di un giudicato sardo.
“Re in Sardegna e cittadini a Pisa” chiamò quei Pisani il poeta Giosuè Carducci. Benedetta è stata la prima donna Judikissa del Giudicato di Cagliari, e della storia della Sardegna. Aveva la sua capitale a Santa Igia e nel castello regnava con il marito e la corte. Chissà se era bella Benedetta. Chissà se era bionda. O mora. A studiarla c’è poco da trovare. A immaginare però c’è tutto un mondo da ricostruire e raccontare. Alla presenza dell’alto clero, dei maggiorenti del Giudicato o Regno che dir si voglia, fu consacrata Giudicessa di Cagliari dall’arcivescovo Rico. Ella aveva giurato timidamente, ma convinta e sicura, che non avrebbe alienato il Regno, né lo avrebbe decurtato. E neanche, giurava, avrebbe ceduto ad alcuno, a nessun titolo, alcun castello del Giudicato, né stipulato patti o alleanze con stranieri senza il consenso e la volontà di tutti i maggiorenti.
Aveva appena vent’anni quando, orfana di un padre severo e un po’ tiranno, in mancanza di fratelli maschi, si dovette accollare un compito così gravoso: reggere il giudicato di Cagliari. Ci pare di sentirla, la sua voce, un po’ tremolante, che grazie all’incresparsi della laguna, ogni sera, appena soffia un filo di vento, ci racconta una storia di amore e di folle passione, ma anche di subordinazione e di fragilità femminile. Era stata unita in matrimonio con Barisone de Serra figlio del giudice Pietro d’Arborea. Erano l’unica speranza, quelle nozze, perché finissero le lotte che insanguinavano ormai da troppo tempo il territorio tra l’Arborea e il Cagliaritano.
 
Produzione: La Fabbrica Illuminata ETS
Cartina della città
  • Area Archeologica di Sant'Eulalia

    Vico del Collegio, 2 - Ingresso dal cortile del cinteatro di Sant'Eulalia - Cagliari

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