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Collezione Sarda "Luigi Piloni"

Collezione Sarda "Luigi Piloni"

Questo elemento appartiene alle categorie: Collezioni e mostre permanenti

Orari di apertura:

Apertura su prenotazione con anticipo di qualche giorno, esclusivamente al mattino dal lunedì al venerdì, anche di pomeriggio il martedì e giovedì.

Prezzi:

Gratuito

Vasta collezione di opere d'arte e di artigianato sardo, comprendente dipinti, carte geografiche, stampe, vestiario tradizionale, tappeti, gioielli, rosari ed argenteria.
Collezione Sarda "Luigi Piloni"

La Collezione è ospitata al piano terra dell'edificio che in passato ospitò il Seminario Tridentino, palazzo settecentesco costruito dall'architetto militare Conte Saverio Belgrano di Famolasco. La collezione consta di circa 900 pezzi e fu donata all'Università nel 1980 dal Dott. Luigi Piloni Bogliolo dell'Arme. Dopo i lavori eseguiti dall'architetto De Plano, fu inaugurata nel novembre del 1984.
Il nostro illustre concittadino Piloni ha dato vita alla collezione non solo in virtù della sua disponibilità economica, ma anche grazie al buongusto, a una profonda cultura e a un po' di fortuna, indispensabile per trovare sul mercato le opere uniche, singolari e preziose raccolte nel corso della sua vita.
L'esposizione è dislocata in sei sale, saletta d'ingresso a parte, nella quale sono esposte alcune stampe di personaggi famosi, riguardanti l'arte, la storia e la cultura della Sardegna. In bacheca ci sono alcune pubblicazioni donate dal Piloni.
Nella prima sala, dedicata all'iconografia religiosa, si trovano i due reperti di maggior pregio della collezione, due parti di retablo risalenti al 1500. Si tratta di una tavola di Michele Cavaro raffigurante Santa Chiara, proveniente dal retablo della Madonna di Bonaria, e di una di Antioco Mainas raffigurante la Deposizione del Cristo, proveniente dal retablo della Sala dei Consiglieri di Oristano.
Nella seconda sala si trovano 32 tempere originali di Philippine della Marmora, nipote del Generale Alberto Ferrero della Marmora. Opere che offrono una panoramica di luoghi della Sardegna, di alto valore documentario se non artistico, risalenti al periodo 1852-1860.
Nella terza sala si trovano le opere dei più illustri pittori e artisti del 1900, presenti con pitture a olio, acquarelli, tempere (A. Ballero, G. Biasi, C. Ciusa Romagna, T. Scano, A. Sassu), oltre ad alcuni artisti non sardi, tra i quali spiccano R. Locatelli e G. Sciuti.
Nella quarta sala sono esposti dei gioielli, l'argenteria tradizionale sarda "da abbigliamento", tra cui: rosari del XVIII-XIX secolo, collane, pendenti, reliquari, spuligadentes, ganceras, bottoni e amuleti.
Nella quinta sala si trovano più di cento vedute riguardanti l'isola, tra litografie, acquerelli, tempere e inchiostri, alcune delle quali rare e in originale.
Nella sesta sala, la più vasta, ubicata a sinistra, lateralmente alla saletta d'ingresso adibita ad Aula Magna quando nel palazzo c'era il Seminario Tridentino, possiamo ammirare una quarantina di elaborati tessili, nello specifico: bertulas originarie del campidano, strisce denominate "coberi bancu" e "coberi cascia", un copriletto e tre tappeti, di cui uno dell'oristanese con particolarità de "sa mustra". Manufatti che vanno dal 1700 (come due rarissimi "tapinu de mortu") al 1900.
La sala ospita una serie di stampe di costumi sardi, 25 litografie del Pittaluga, 10 cromolitografie di Enrico Costa, 43 stampe a colori del Dalsani (G. Ansaldi), 13 litografie del Martinelli, 49 litografie del Baldassarre.
Inoltre fa bella mostra una raccolta di oltre cento cartine geografiche e portolani, tra le quali alcune manoscritte, che vanno dalle copie di Tolomeo al 1939, con la cartina turistico-folkloristica di V. Nicouline edita dalla De Agostini.
 

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