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Chiesa di Santa Teresa

Chiesa di Santa Teresa

Questo elemento appartiene alle categorie: Chiese sconsacrate

L'edificio annesso all'ex collegio dei Gesuiti è facilmente raggiungibile dal porto o da via Manno, attraverso una ripida rampa di scale che congiunge la via con la piazzetta Dettori. La chiesa sorge nella parte alta del quartiere storico della Marina, esattamente nella piazzetta Dettori.
Chiesa di Santa Teresa

L'impianto della chiesa, molto simile alla chiesa di Santa Croce, era a navata unica, su cui si aprivano tre cappelle per lato; il transetto era contenuto dentro il perimetro mentre il presbiterio era di ampiezza uguale a quella della navata.

Dell'antica chiesa, oggi è visibile solo la facciata, l'interno infatti, completamente ristrutturato a cavallo tra gli anni '70 e '80, oggi è sede di un piccolo teatro. Il prospetto è tagliato orizzontalmente da una trabeazione di gusto classico con fregio a metope e triglifi, che lo divide in due ordini. L'ordine inferiore è scandito verticalmente da quattro lesene che inquadrano due finestre e due porte poste ai lati del grande portale principale, costituito da un'apertura rettangolare affiancata da due lesene che sorreggono l'architrave dotato di fregi classicheggianti. In asse col portale nell'ordine superiore concluso a "lucerna di carabiniere" è presente una finestra rettangolare. Il coronamento superiore a doppie girali inquadra lo stemma della Compagnia. La cupola ottagonale, posta al di sopra dell'incrocio del transetto con l'aula, e impostata su un alto tamburo sul quale si aprono otto finestre rettangolari, è conclusa da un lanternino.

La costruzione della chiesa, annessa al collegio dei Gesuiti (fondato nel 1611), può risalire a un lasso di tempo che va dal 1623 (secondo un atto notarile l'Arcivescovo di Cagliari De Esquivel dispose in questa data che i lasciti del nobiluomo Leandro di Torres, venissero usati per la costruzione a Cagliari di una chiesa in "onore e gloria di Nostro Signore e della sua Benedetta Madre Nostra Signora e sotto l'invocazione della gloriosa Santa Teresa") al 1691 (iscrizione presente nella lapide incassata nel prospetto principale).

I Gesuiti vi rimasero fino alla soppressione della Compagnia, nel 1773. Il complesso, passato al clero secolare e restituito all'Ordine nel 1822, nel 1848, con la loro definitiva cacciata passò al Demanio dello Stato, che nel 1882 procedette alla vendita dei beni in essi contenuti. Nel 1884 la chiesa, ormai sconsacrata, divenne sede dell'Archivio di Stato, trasferito nella sede attuale tra il 1927 e il 1929.

Nel 1926 la chiesa divenne sede del Gruppo Rionale de Fenu, Gioventù Italiana del Littorio. Nel 1944 i padri gesuiti chiesero al Fondo per il Culto la restituzione dell'antico tempio, gravemente compromesso dai bombardamenti, impegnandosi a farlo restaurare a proprie spese. Il tentativo però non ebbe successo. Nel 1947 il Superiore Ministero "Intendenza di Finanza", con atto di privata licitazione, pose in affitto l'immobile. La Soprintendenza di Cagliari vigilò su tutta la vicenda affinché venisse garantita la tutela posta dalla Legge 1089.

Nel 1949, visto il disastro del Teatro cittadino, la chiesa venne adattata a sala da concerto, mentre tra il 1950 e il 1953 venne trasformata dal Genio Civile in Auditorium del Conservatorio di Musica. Tra il 1982 e il 1984, con l'eliminazione delle cappelle laterali, avvenne la trasformazione definitiva. Oggi Santa Teresa è il Piccolo Auditorium Comunale: varcato l'ingresso ci accoglie uno squisito teatrino, con platea e loggione, che ospita interessanti manifestazioni culturali.







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