Eventi

dal 19 luglio 2018 ore 19:00 al 31 agosto 2018 ore 20:00

Racconto a colori

Questo evento è collegato alle sezioni: Mostre

Mostra personale di Franco Sale Musio a cura di Simone Mereu

Quando Silvana Belvisi de Il Salotto dell'Arte mi ha proposto di occuparmi della mostra di Franco Sale Musio, contrariamente alle mie abitudini, ho accettato immediatamente perché vi ho riconosciuto la qualità artistica, pur conoscendo della sua produzione solo gli ultimi lavori, quelli del "polpismo" corrente artistica propria e singolare, tra serio e faceto, nata ibridando tendenze chiaramente Pop Art con lo spirito del miglior Surrealismo.

Ovviamente per poter dare un contributo, che non fosse solo quello di una presentazione manierata, ho voluto approfondire la conoscenza dell'artista e del suo percorso evolutivo, che mi ha consentito di constatare una notevole stratificazione di esperienze e tecniche che meritavano di essere raccontate. Da questa indagine esplorativa della sua opera nasce proprio l'esigenza di mostrare al pubblico un percorso, che in fin dei conti racconta Franco Sale Musio dalla gioventù, anche se di fatto l'esposizione al pubblico risulta esperienza recente, e accompagna l'evoluzione dell'uomo e dell'artista.

 Ogni racconto che si rispetti ha una sua origine e in Franco Sale Musio corrisponde nell'esigenza di fermare immagini attraverso la ripresa fotografica, di paesaggi urbani come di se stesso, con una serie di autoscatti che diverranno poi fondamentali per alcune delle opere mature. Proviamo con questa rassegna a condurre il visitatore alla scoperta dello sviluppo artistico di Sale Musio partendo dalla fotografia per procedere brevemente alla pittura su legno degli anni Novanta (Tra gli Altri) per poi passare alle costruzioni di tarsie lignee, dove gioca con le diverse variazioni cromatiche delle essenze, per poi giungere alle stratificazioni lignee fino a consegnare al plexiglass il proprio segno.

Il materiale inconsueto permette all'artista tra il 2015 e il 2017 di giungere a nuove espressioni fino ai pannelli retro illuminati, prima con luce bianca e poi con i led a variazione cromatica, i quali pur giocando con la tradizione consolidata della Pop Art si proiettano nella contemporaneità., tra questi L'albero rosso, che abbiamo scelto come opera manifesto della mostra. Della serie dei dipinti su plexiglass in particolare colpiscono i nudi, recuperi di forme legati a autoscatti giovanili, il cui riferimento all'ambigua bellezza androgina del David Bowie di The Man Who Fell to Earth è assolutamente voluto e pertinentemente contemporaneo al gusto degli anni di allora, ma reinterpretato personalmente con un occhio alla pittura di Andy Warhol e con il sereno e ironico affetto con cui un uomo maturo guarda i propri anni di giovinezza.

Sempre sulla stessa linea formale sono i volti di Ognuno di noi, opera dove a volti-icona come Monna Lisa o Diabolik si uniscono ritratti di migranti, a ricordare, a chi lo scorda, la loro umanità e la disumanità di certo pensiero. In fine si giunge alla serie del "polpismo" che tanto mi ha attratto nelle collettive del Salotto dell'arte. Qui il colore prima sparisce e poi riaffiora garbato e pacato, perché la costruzione della forma è affidata totalmente al tratto delle matite, che costruisce ibridi tra oggetti della vita quotidiana e polpi, crostacei e calamari, in un divertente gioco dove trovano spazio riferimenti colti al Surrealismo e alla Pop Art, nei recuperi delle pubblicità anni 50'e 60'. Proprio il divertimento, la visione dell'arte come un sapiente e serissimo gioco, non scevro da spessore culturale e occhio attento, consegna all'Arte le opere di Franco Sale Musio. (Simone Mereu)

Cartina della città
  • Salotto dell'Arte

    Piazza Dettori, 3 - Cagliari

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