CAPODANNO 2020

PIAZZA SAN GIACOMO

MAMBO DJANGO (dalle h 22.30 alle h 00.05)
Il Jazz Manouche nasce dall'incontro dello Swing americano degli Anni '30 e '40 col Valzer Musette francese e la tradizione tzigana. Questa magica fusione è avvenuta come evoluzione personale e percorso naturale di alcuni musicisti Gitani e Manouches il cui caposcuola fu il leggendario Django Reinhardt. Il Mambo Django è una formazione nata nel 2010 che rende omaggio a questo leggendario musicista, proponendo un repertorio che va dai brani originali dello stesso, passando per il Valzer Musette tipico della tradizione francese, agli standard americani degli anni '30 e ’40, strizzando l'occhio al repertorio classico europeo e sudamericano (Czardas, Apanhei-te cavaquinho, Libertango ecc.).
 
La band:
Diego Deiana (violino)
Andrea Lai (contrabbasso)
Samuele Dessì (chitarra manouche)
Roberto Boi (chitarra manouche)
 
FOXI & HERNY (dalle h 00.10 alle h 01.30)
F&H si incontrano per caso nei primi anni ‘90 su un campo di basket, sport praticato da entrambi con una commovente dedizione inversamente proporzionale al talento.
Uniti dalla comune passione per la musica che di solito non passa per radio, rimangono orfani in giovane età dell’esperienza altamente formativa del Jazzino, e a metà degli anni ‘90, in preda alla disperazione, iniziano a mettere i loro dischi, per sfuggire all’alternativa del duopolio techno/droghe sintetiche, revival/ parrucche afro infiammabili, che in quegli anni imperversa in città (e dintorni).
Palcoscenico delle loro prime performance sono feste di laurea e compleanno di parenti e amici, in cui, oltre a non percepire alcun compenso, dopo un quarto d’ora tutti sono troppo sfatti per lamentarsi della musica. All’alba del nuovo millennio la loro carriera ufficiale decolla grazie all’ingaggio in un prestigioso circolo AICS che per le precarie condizioni igieniche viene ribattezzato Frittopoli.
Nei successivi diciotto anni, tra alti e bassi (sempre leggermente distorti), non hanno mai smesso di mettere dischi un po’ ovunque tra Cagliari e New York (un paio di volte persino a Sassari), spesso affiancati dal vocalist più improbabile e adorabile che la vita notturna cagliaritana ricordi: Giacomino. Oggi sono due signori apparentemente rispettabili, con un lavoro vero, dei figli a carico (e probabilmente anche qualcuno a propria insaputa) che continuano a far suonare la loro musica “strana”, da Fela Kuti a Enzo Carella passando (sempre) per James Brown, con lo spirito di due (post) ragazzini.

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